Riduzione dell’età di imputabilità penale

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Riduzione dell’età di imputabilità penale

Nella società e nello scenario politico brasiliano si sta dibattendo su temi e questioni molto delicati per il nostro popolo: una di queste è la violenza tra i bambini e adolescenti.
Siamo tutti preoccupati per l’aumento spaventoso della violenza soprattutto tra i giovani e adolescenti e anche tra i bambini. Possiamo approfittare di questo momento storico per affrontare con serietà questa problematica della violenza nelle sue cause profonde.
Sono state avanzate diverse proposte: la riduzione della maggiore età d’imputabilità penale, più carceri, più repressione, più polizia, più punizioni. Tutte proposte con poche differenze.

Altri credono che siano necessarie soluzioni più complesse e profonde per raggiungere le vere cause: famiglia, educazione, scuola, capacitazione professionale, servizi pubblici, opportunità. Questa è la tragedia. Bisogna ripensare l’educazione in Brasile e nella nostra società che ha perso i valori fondamentali. Gli adolescenti sono più esposti alla tentazione del crimine. In gran parte sono neri, poveri, senza famiglia o con famiglie spezzate e assenti, senza scolarizzazione, senza prospettive di futuro, facili prede per il narcotraffico e la criminalità. Noi affermiamo: violenti perché non amati e rifiutati. Molti fanno uso di droghe. Hanno bisogno anche di cure, di sRedução não è soluçãoalute mentale, psichica e spirituale, così come di prospettive per il futuro: non di carcere. La droga è una tentatrice illusione di consolarsi e addolcire le sofferenze. Il carcere non cura traumi e carenze; non risolve la violenza, bensì aumenta la ribellione. Adolescenti incarcerati insieme con adulti criminali? Insalubrità collettiva; scuola di crimine e di disumanizzazione!

I media stanno avvelenando l’opinione pubblica e facendo una campagna di odio contro i bambini e adolescenti, considerati mostri e minacce, presentati come i principali responsabili della violenza in Brasile.
Ciò non è assolutamente la verità, malgrado sia in aumento la violenza infanto-giovanile.

Che cosa segnala la violenza dei bambini e adolescenti? Ci gridano che hanno bisogno di padre e di madre, di famiglia, di amore, di opportunità e futuro.
Questi bambini non stanno bene, soffrono molto, nel corpo, nel cuore e nell’anima. Non sono più accolti come regalo e dono, non sono amati. Mai la società adulta ha trattato così male i suoi figli come oggi. E loro ci restituiscono ciò che ricevono da noi adulti.
Lo Statuto del Bambino e dell’adolescente (ECA – 1990) viene additato come causa della violenza perché i bambini e adolescenti non sono puniti. I “centri di risocializzazione” – carceri minorili – sono pieni imballati, ma non funzionano bene e non lavorano per far crescere ed educare gli adolescenti che hanno sbagliato, inoltre costano circa cinque mila Reali per ragazzo. Lo Statuto contempla anche punizioni per i delinquenti, in certi casi maggiori delle pene previste per gli adulti. Neppure questo ha efficacia. L’ECA deve essere rivisto perché la società è cambiata in questi 25 anni, ma non deve essere deprivato dei suoi valori perenni e conquiste. Anzi, inserirei nell’ECA un nuovo diritto: il diritto a essere figlio, a essere amato, con il diritto ad apprendere ad amare, per essere felici.
La riduzione dell’età d’imputabilità non risolve la situazione della violenza dei meninos: al contrario, aumenta la violenza e criminalità. Perché ridurre a 16 anni, perché non a 14 o persino dieci, allora? Conosco bambini che sono entrati nel crimine a meno di dieci anni. Mancano dati e motivazioni fondate per la scelta di questa maggiore età. Dovremmo mettere in carcere i bebè quando nascono: piangono già!

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