Casa do Menor al Forum Nazionale AIPEC 2026

Il presidente Andrea Battaglia al Sermig di Torino: dall’economia civile alla luce della solidarietà 

Il 7 e 8 febbraio 2026, presso il Sermig – Arsenale della Pace di Torino, si è svolto il Forum Nazionale AIPEC 2026, dedicato al tema:

“Economia civile e di comunione: la fraternità come via per la giustizia e la pace”.

In questo importante spazio di confronto tra imprese, istituzioni e realtà del terzo settore, è intervenuto Andrea Battaglia, Presidente di Casa do Menor Italia ETS, portando la testimonianza concreta di un’opera che, da quasi quarant’anni, intreccia educazione, lavoro e solidarietà internazionale.


La nascita di un’opera che genera futuro

Nel suo intervento, Andrea Battaglia ha raccontato la storia di Casa do Menor: nata nel 1986 a Nova Iguaçu, in Brasile, grazie a Padre Renato Chiera, come risposta alla drammatica situazione dei bambini di strada nella Baixada Fluminense.

Casa do Menor Italia è stata fondata nel 1996 per sostenere e coordinare in Italia i progetti educativi e sociali dell’opera, creando un ponte stabile tra comunità, imprese e sostenitori italiani e le periferie del mondo.

Oggi Casa do Menor opera:

  • nelle periferie brasiliane, con case famiglia, centri educativi, percorsi di formazione professionale e incubazione di microimprese per giovani vulnerabili;

  • in Guinea-Bissau, nel villaggio di Bambadinca, con progetti educativi, infrastrutturali e di formazione per bambini, giovani e donne;

  • in Italia, attraverso attività culturali, educative e di sensibilizzazione, promuovendo una cultura della solidarietà e della responsabilità sociale.

L’intervento ha evidenziato come l’economia possa diventare strumento di riscatto e dignità quando mette al centro la persona e non il profitto.


“Un pieno di solidarietà”: da uno scarto a una luce

Durante il Forum, Casa do Menor ha presentato anche un simbolo concreto del rapporto virtuoso tra impresa e solidarietà: il premio “Un pieno di solidarietà”.

Il premio nasce da un’idea semplice e potente.
Un’azienda specializzata in cromatura aveva scartato un serbatoio di una moto di una nota marca. Quello che era considerato un residuo industriale è stato recuperato e affidato a un artigiano, che lo ha trasformato in una lampada di design.

Da uno scarto è nato un oggetto di valore.
Da un rifiuto è nata una luce.

Questa lampada è diventata il simbolo del premio assegnato alle aziende che negli anni si sono distinte per il sostegno concreto ai progetti di Casa do Menor.

Il significato è profondo:

  • trasformare ciò che sembra perduto in opportunità;

  • generare valore dove altri vedono solo scarto;

  • fare luce su chi sceglie di operare con responsabilità e solidarietà.

Proprio come i giovani delle periferie brasiliane o i bambini di Guinea-Bissau: spesso considerati ai margini, ma portatori di talento, dignità e possibilità di futuro.


Un’economia che fa luce

Nel contesto del Forum AIPEC, dedicato alla fraternità come via per la giustizia e la pace, la testimonianza di Casa do Menor ha mostrato come l’impresa possa essere parte della soluzione.

Le aziende premiate non sono semplici sponsor: sono partner di un cammino che sostiene educazione, formazione, accoglienza e avvio al lavoro per centinaia di bambini e giovani svantaggiati.

Dare un premio che è una lampada significa anche questo:
dare luce a chi sceglie di illuminare la vita degli altri.

La partecipazione al Forum è stata un’occasione preziosa per rafforzare relazioni, condividere buone pratiche e continuare a costruire un’economia capace di generare non solo profitto, ma speranza.

Perché l’economia civile non è un’idea astratta: è una scelta concreta.
E ogni scelta può diventare luce.

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