Trent’anni di Casa do Menor Italia: due giorni per celebrare una storia di presenza e guardare al futuro
Il 19 e 20 settembre il Monastero di San Biagio ha accolto amici, volontari e sostenitori dall’Italia e dall’estero per celebrare trent’anni di solidarietà. Un anniversario che è diventato occasione di incontro, riflessione e rinnovato impegno.
Trent’anni di storie, incontri, relazioni e solidarietà. Il 19 e 20 settembre 2026, al Monastero di San Biagio di Mondovì, abbiamo celebrato i primi trent’anni di Casa do Menor Italia, insieme a tante persone che, nel corso degli anni, hanno contribuito a costruire e accompagnare questo cammino.
Un anniversario particolarmente significativo, che si inserisce in un anno importante per tutta la famiglia di Casa do Menor: i 40 anni dalla fondazione in Brasile, per iniziativa di Padre Renato Chiera, e i primi cinque anni della missione di Bambadinca, in Guinea-Bissau.
Due giornate di incontri e condivisione
Le celebrazioni hanno riunito volontari, sostenitori, benefattori e amici provenienti anche dalla Germania, dalla Francia, dalla Svizzera e dal Principato di Monaco. Un’occasione preziosa per ritrovarsi, rafforzare i legami e raccontare quanto costruito insieme.
La giornata di sabato 19 settembre è stata dedicata alla conoscenza del territorio e del Monastero di San Biagio, agli incontri di aggiornamento sui progetti di Casa do Menor in Brasile, Guinea-Bissau e Italia e ai momenti di preghiera e convivialità.
Domenica 20 settembre il cuore delle celebrazioni è stato l’incontro pubblico “Essere presenza: relazioni che generano futuro”, un momento di riflessione sul significato dell’essere accanto alle persone più fragili.
A dialogare sul valore educativo e sociale della presenza sono stati Padre Renato Chiera, fondatore di Casa do Menor, Ezio Aceti, psicologo e formatore, Ivana Borsotto, presidente di FOCSIV, e Lúcia Inês Cardoso da Silva, presidente di Casa do Menor in Brasile, con la moderazione di Alessandro Gisotti, vicedirettore editoriale dei media vaticani.
Al centro degli interventi una convinzione che accompagna Casa do Menor fin dalle sue origini: nessuna persona può crescere e costruire il proprio futuro senza sentirsi amata, accolta e accompagnata.
Trent’anni non sono un punto di arrivo
La festa è stata anche l’occasione per ripercorrere la storia di Casa do Menor Italia: dai primi anni di attività a sostegno della missione brasiliana fino alla crescita dell’associazione, al coinvolgimento di nuovi volontari e alla rinascita del Monastero di San Biagio come luogo di accoglienza, incontro e impegno sociale.
Guardare al cammino percorso ha significato soprattutto interrogarsi sul futuro. Le sfide che affrontiamo ogni giorno accanto ai bambini, ai giovani e alle famiglie più vulnerabili richiedono infatti continuità, nuove collaborazioni e una comunità sempre più ampia di persone disposte a mettersi in gioco.
Le celebrazioni hanno avuto anche una significativa risonanza sui mezzi di informazione locali e nazionali, con articoli e approfondimenti dedicati alla storia di Casa do Menor e alla testimonianza di Padre Renato Chiera, tra cui un servizio di Vatican News.
Grazie a chi continua a camminare con noi
Queste due giornate sono state possibili grazie all’impegno dei volontari, alla partecipazione di tanti amici e alla generosità di chi continua a credere nella nostra missione.
Il sostegno di realtà attente alla vita delle comunità locali rappresenta per noi un incoraggiamento importante a proseguire il cammino.
Trent’anni sono una storia da ricordare, ma soprattutto un futuro ancora tutto da costruire. Insieme.
Un ringraziamento particolare va a Banca CRS – Cassa di Risparmio di Savigliano, che ha scelto di sostenere le celebrazioni del trentesimo anniversario di Casa do Menor Italia.


